[10/07/20]

Reati tributari, ora si cerca di punire anche solo il tentativo

a cura di Antonio Iorio

Pubblicato su Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi, Norme e Tributi Plus, del 10 luglio 2020

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Le nuove ipotesi di tentativo di dichiarazione fraudolenta e dichiarazione infedele, introdotte con il decreto di recepimento della direttiva sulla tutela penale degli interessi finanziari Ue, approvato dal Consiglio dei ministri nella serata del 6 luglio (si veda «Il Sole 24 Ore» dell’8 luglio) non sembrano, in pratica, agevolmente configurabili.

Le novità, per quanto attiene la normativa penale tributaria riguardano due profili: introduzione del delitto tentato per alcuni reati tributari; estensione ad altri reati tributari della normativa sulla responsabilità degli enti (decreto legislativo 231/2001).

L'articolo 6 del Dlgs 74/2000 ha previsto, a suo tempo, che i delitti di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false e con altri artifici e di dichiarazione infedele non fossero mai puniti a titolo di tentativo. Ciò, in coerenza con un principio direttivo contenuto nella legge delega del tempo, che intendeva delimitare la rilevanza penale alla sola presentazione della dichiarazione senza estenderla (come in passato) ai fatti prodromici.

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi  10 07 2020
Norme e Tributi Plus 10 07 2020



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